Ciao amici,

quello di oggi è un post scritto di getto, sulla base di un’illuminante e simpatica chiacchierata via Facebook con Luisa, una cara amica mamma.

Lei ha espresso un pensiero bellissimo, che, a mio parere non si può che condividere: “i nostri figli sono sempre iperstimolati ed impegnati in qualcosa… ma li vogliamo bambini?”

Luisa, sei il mio mito! E’ proprio questo il punto, spesso sottoponiamo i nostri figli ad un meccanismo stressante sia per loro che per noi.

Ci sentiamo in dovere di fornire loro mille opportunità, iscrivendoli ai più svariati corsi e impegnandoli in tante attività, ma alla fine capita spesso che loro si sentano sovraccaricati di un peso difficile da sostenere, facendo tante cose e male, piuttosto che poche e bene.

Intendiamoci, non sono assolutamente contro lo sport o le varie forme di aggregazione tra pari, se il bambino esprime desiderio e passione per un qualsivoglia hobby è giusto che venga supportato, ove possibile, dalla famiglia, ma spesso forse siamo proprio noi genitori a forzare tutto ciò, nella smania di fornire stimoli ai nostri figli e di sviluppare in loro infinite competenze.

Sarà colpa della nostra società, che ci vuole perfetti, super performanti, poliglotti, acculturati, sportivi, internauti e….aiuto, che ansia…sarà questo? Non lo so, so solo che i bambini hanno tutto il diritto di essere bambini fino in fondo, di giocare, di mollare la presa dagli impegni quotidiani e, perché no, anche di annoiarsi un po’, poiché è spesso in quelli che noi consideriamo “tempi morti”, che loro danno spazio alla propria fantasia e creatività, è in quei momenti che loro elaborano gli eventi accaduti durante il giorno ed imparano a stare con se stessi, a conoscersi profondamente.

Se proviamo ad immedesimarci in loro, possiamo facilmente capire quanto sia faticoso affrontare una qualunque giornata di scuola, in termini di impegno nel mantenere l’attenzione, la concentrazione, nel seguire determinate regole comportamentali, nel superare piccoli e grandi conflitti dovuti alla gestione dei rapporti relazionali con i pari e con gli adulti di riferimento.

Quanti di noi, dopo un simile carico fisico ed emotivo non sentirebbero,sinceramente, la voglia di riposarsi, piuttosto che essere catapultati subito in altre attività?

Lasciamo che si godano in santa pace i loro tempi e i loro spazi e, sapete che vi dico? Godiamoceli un po’ anche noi, i nostri bambini.

Quante volte siamo a lavoro e pensiamo al desiderio che abbiamo di stringerli e di passare del tempo insieme…Le nostre vite sono, per forza di cose, consumate tra mille impegni necessari, allora, stiamo calme, respiriamo, liberiamo le nostre agende da ciò che possiamo ritenere superfluo e focalizziamoci sulle cose importanti, quelle che ci fanno stare bene.

Dopo la scuola, invece di correre di qua e di là al corso di questo e al corso di quello, perché non godersi il piacere di una passeggiata, di un a merenda al bar, di una coccola in più sul divano.

Possiamo stimolare i nostri figli in tantissimi modi differenti, facendolo insieme, con i nostri tempi. Pensiamo solo alle attività didattiche interessantissime che oggi quasi tutti i musei dedicano alle famiglie, ai teatri aperti la domenica, al cinema, ai parchi gioco, alle ludoteche e alle biblioteche per ragazzi. Oggi le nostre città ed anche i piccoli paesi sono sempre più attenti ad elaborare proposte ludico/culturali interessanti e coinvolgenti per i piccoli ed i loro genitori.

Il mio spassionato consiglio, in definitiva, è : liberiamoci dal senso di colpa se i nostri figli non sono mini-scienziati, supercampioni di calcio o di tennis, se il pomeriggio non frequentano il laboratorio di lingua straniera, se non suonano dieci strumenti musicali. Con il tempo impareranno a conoscere se stessi e scopriranno le loro vere passioni, allora avranno sicuramente modo di viverle profondamente.

Nel frattempo respiriamo ed offriamo loro il dono più grande, la spensieratezza.

Un abbraccio forte, alla prossima!!!