Dal primo al 7 di ottobre nel Mondo e in Italia si celebra la SAM, settimana dedicata all’allattamento materno, promossa dalla WEBA: World Alliance for Breastfeeding Action. Sono giorni intensi, caratterizzati da flash mob e manifestazioni molto belle, interessanti e coinvolgenti, mirate a trasmettere l’importanza dell’allattamento al seno.

Da mamma-latteria ho pensato a lungo se dedicare un post relativo a questo tema sul mio blog, perché temevo di ferire tutte quelle mamme che, per problemi di salute, criticità riscontrate nel post partum o perché mal consigliate e lasciate sole con i loro dubbi non hanno potuto allattare e per questo hanno sofferto. Io stessa, come molte neomamme ho avuto mille difficoltà  ad allattare Matteo, ero inesperta e certamente i primi tempi non sono stati facili, tra la paura di non avere abbastanza latte e il dolore che inizialmente è fisiologico. Devo ringraziare in particolar modo mia zia Eliana, che con la sua esperienza professionale e la sua dolcezza mi ha incoraggiata e spronata. Grazie ai suoi consigli ho potuto allattare serenamente il mio cucciolo per ben 19 mesi!

Bene, come dicevo non ero molto convinta di scrivere un post su questo blog in tema allattamento, proprio per non far sentire emarginate o incomplete quelle mamme che non hanno potuto allattare i loro bambini, ma ieri, dopo l’ennesimo episodio di sguardi maliziosi e critiche più o meno velate al fatto che io allatti ancora mia figlia di 21 mesi, beh, allora no…a questo punto mi indispettisco anch’io e allora un articolo lo scrivo…

Lo scrivo per dire basta a tutti quelli che guardano i programmi in tv pieni di ragazze semisvestite  e poi si scandalizzano se in un angolo di un bar, con garbo e riservatezza una mamma allatta il proprio bambino.

Basta a quelle donne e mamme che lanciano occhiatine e sorrisi beffardi e le senti dire con orgoglio alle persone accanto a loro:”Io per allattare mi sono sempre andata a chiudere in macchina!”…Brava te, io invece preferisco ascoltare immediatamente i bisogni dei miei figli e assecondare la loro richiesta di contatto e vicinanza. Siamo diverse, io non giudico te, ma tu, per favore, lascia in pace me!

Basta a tutti quelli che farebbero meglio a farsi una paccata di fatti propri, cercando di farti sentire inadeguata, chioccia ed esagerata solo perché allatti “ancora” la tua bambina di 21 mesi. Ma me lo spiegate che male c’è? La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento prolungato.

Non è corretto dire che allattare a lungo rende il bambino poco autonomo o viziato, per quella che è la mia esperienza è vero altresì il contrario. Personalmente preferisco che i miei figli seguano i propri tempi individuali per “emanciparsi” dal latte materno. Con Matteo è accaduto in maniera naturale, spontanea e senza traumi. Perché mai dovrei togliere forzatamente alla mia bambina, senza validi motivi, il piacere di assaporare quel latte che la rassicura quando è agitata, che la culla quando è stanca e che lei stessa definisce “tanto buono”?

Detto ciò, secondo me intorno al tema estremamente delicato dell’allattamento materno ruotano ancora moltissimi retaggi culturali errati e luoghi comuni che non consentono in molti casi il procedere naturale di un allattamento sereno. Solo una mamma dovrebbe decidere se e quanto allattare, in base alle esigenze fisiologiche, logistiche e cliniche sue e del suo bambino.

Mi piace pensare che occasioni come la Sam possano aiutare a togliere dagli occhi di molte persone quella patina che non consente di vedere quanto amore, naturalezza e serenità ci sia nell’immagine di una mamma che allatta il proprio bambino.