Ciao amiche pancine, il post di oggi è tutto per voi!!!!!

Si tratta di una lista ragionata su cosa inserire nella borsa da portare in ospedale per il parto.

Di solito durante il corso di accompagnamento alla nascita le ostetriche dell’ospedale di riferimento forniscono una lista dettagliata di ciò che occorre portare.

Generalmente la base di quello che serve è sempre la stessa, anche se possono esserci alcune differenze da un ospedale all’altro.

La lista che ho deciso di pubblicare intende essere qualcosa di leggermente diverso, è il frutto della mia personale esperienza e ha lo scopo di dare alcuni spunti utili per non incappare negli errori che per inesperienza io stessa ho commesso, omettendo alcune cose che mi sarebbero tornate utili o, nel caso opposto, caricando eccessivamente la borsa con oggetti superflui.

Innanzitutto consiglio di preparare due zaini o borse separate, una dedicata a voi, alle vostre cose e un’altra dedicata solo ed esclusivamente agli oggetti del vostro bambino, questo semplificherà molto le operazioni di cambio e di ricerca di ciò che vi occorre, sia da parte vostra che da parte di chi vi assisterà. Se avete occasione di visitare il reparto prima del momento fatidico, controllate lo spazio di cui potrete disporre, così avrete chiare le dimensioni che dovranno avere i vostri bagagli.

Ecco allora la lista di oggetti che consiglio di inserire nella “borsa- nascita”:

Borsa per la Mamma:

Occorrente per il Travaglio e per il Parto:

– L’Agenda della Gravidanza, o comunque la cartella clinica dove sono raccolte tutte le ecografie e gli esami svolti durante la dolce attesa

– Documento di  Identità in corso di validità e Tesserino Sanitario

– Una camicia da notte o una maglia extra-large comoda, dotata di bottoni, adatta all’allattamento e con le maniche corte (consiglio spassionato: non spendete una marea di soldi per comprare la camicia da notte con la quale intendete partorire, probabilmente la macchierete e potreste rovinarla)

– Un paio di calzini comodi, in cotone

– Un golfino

– Salviette umidificate rinfrescanti

– Potrebbe essere utile anche uno spray di acqua termale da vaporizzare sul viso e sul corpo per rinfrescare e addolcire la pelle, sia durante il travaglio che nel post partum

– Una crema e un balsamo labbra molto idratante (lo consiglio perché a me è capitato di sentirmi letteralmente disidratata, non so spiegarvi perché, ma avvertivo la pelle tesa e fastidiosamente secca soprattutto nella zona del viso)

– Un elastico per capelli

– Fazzoletti di carta

– Dischetti Copriwater

– Carta Igienica, se non fornita dall’ospedale di riferimento

– Qualche snack energetico, frutta secca, ad esempio nocciole e mandorle, miele (in assenza di diabete) e succhi di frutta (il travaglio potrebbe essere lungo e voi probabilmente non avvertirete una gran fame, ma avrete comunque bisogno di sostenervi e idratarvi)

Un piccolo ventilatore da borsetta, soprattutto nella stagione calda

– Pantofole comode e con la suola in gomma o comunque poco rumorosa, dato che le passeggiate su e giù per il corridoio del reparto potrebbero essere lunghe e… in notturna!

– una pallina antistress, di quelle morbide, da “stritolare” durante le prime contrazioni potrebbe aiutarvi a scaricare e controllare  il dolore

Cuscino per l’allattamento (si tratta di quei cuscini a forma cilindrica, che in realtà sono utilissimi già in gravidanza, per alleviare i dolori alla schiena e favorire un miglior riposo.

– Macchina fotografica o Videocamera per immortalare questi momenti preziosi…

– Un iPod o qualsiasi dispositivo con cui ascoltare la vostra musica, per coccolarvi e darvi la carica in questo momento così intenso e unico..

… anzi, un consiglio che mi sento di dare è quello di preparare una “compilation-nascita”, una playlist tutta vostra, fatta di brani che in qualche modo vi ricordino i mesi di gravidanza che avete trascorso, preparandovi ad accogliere il vostro bebè e che saranno per sempre la colonna sonora del vostro primo percorso insieme.

Occorrente per il Post- Partum:

– Una camicia da notte e un pigiama: la camicia da notte personalmente l’ho trovata scomodissima, nel letto tendeva a salire e si formavano un sacco di pieghe, però vi consiglio di metterla comunque in borsa, perché se doveste subire un taglio cesareo l’elastico del pantalone del pigiama potrebbe darvi fastidio.

Consiglio: non state a caricare la borsa con diecimila cambi, considerate che, tendenzialmente, avrete sempre qualcuno che potrà portarvi da casa la biancheria pulita di cui necessitate.

– Calzini e slip in cotone e qualche reggiseno per l’allattamento ( consiglio di prendere almeno una taglia in più rispetto a quella che state portando ora, sia per evitare di bloccare la montata lattea, sia perché probabilmente il volume del seno aumenterà nei prossimi tempi)

– Fascia Elastica Addominale, potrebbe essere utile in caso di parto cesareo

– Una vestaglia (consiglio di tenerne pronta una pulita a casa da farvi portare in caso la macchiaste con le perdite dopo il parto)

– Una scorta di monetine per poter prendere beni di conforto ai distributori di snack, caffè e acqua presenti in reparto

– Assorbenti per il post-partum. Consiglio: tenete qualche assorbente anche a casa prima della fatidica data. In caso di rottura delle membrane (“acque”) avrete così qualche super assorbente a portata di mano, per arrivare in condizioni umane all’ospedale.

– Una bacinella di plastica: a cosa serve? Dunque, in alcuni reparti i bagni sono dotati di una particolare doccetta per il bidet, che io ho personalmente trovato molto scomoda, perché bagnava tutto il pavimento, ma soprattutto ho trovato doloroso il getto d’acqua diretto, in caso di punti sia interni che esterni. La bacinella può, quindi, essere un valido aiuto.

– Ciabatte di gomma per la doccia

– una spugna

– Un telo doccia e un paio di asciugamani. Anche in questo caso il consiglio è quello di non sovraccaricare il bagaglio e di farvi portare i cambi puliti da casa all’occorrenza.

– Un rotolone di panno-carta resistente, utilissimo per asciugarsi dopo i primi bidet, senza sporcare mille asciugamani con le perdite che probabilmente, almeno nei primissimi giorni dopo il parto potrebbero essere abbondanti

– Posate e bicchieri di plastica, nel caso non fossero forniti dall’ospedale

– Caricabatterie del cellulare e dei vari dispositivi elettronici che decidete di portare con voi

– Una traversina usa e getta, di quelle che si trovano in vendita per il cambio pannolino dei bambini. Io le ho usate in caso di perdite nel post- partum, perché mi sentivo in imbarazzo a macchiare le lenzuola dell’ospedale

– Una busta in plastica per i panni sporchi

Tisana per l’allattamento: io ho letteralmente adorato la “tisana per la mamma” della Weleda,svolge un’azione rimineralizzante ed è utilissima per favorire la montata lattea

– Un beauty-case con: spazzolino e dentifricio, un pettine, prodotti per la cura del corpo (consiglio: iniziate a tenere da parte alcuni campioncini dei prodotti che vi piacciono, tra cui bagnoschiuma, shampoo, mini saponette, tutto in formato da viaggio, tanto, salvo casi particolari, il vostro soggiorno in reparto sarà di pochi giorni soltanto, non è quindi necessario portare mega confezioni di prodotti) e un deodorante delicato (consiglio: evitate il più possibile le profumazioni intense, potrebbero interferire con l’allattamento. In questo caso è sufficiente che la pelle sia pulita e leggermente rinfrescata, che sappia di mamma e nulla più!) salviette intime umidificate e olio di mandorle dolci per idratare il seno nella fase delicata di avvio dell’allattamento

Il consiglio in più: ricordo che quando è nato Matteo, mia zia Eliana, che saluto con affetto, ostetrica di professione, mi ha portato una schiuma detergente  ginecologica che per me è stata una vera benedizione, quindi ve la segnalo come utilissima, si chiama Ginexid, ha un’azione antibatterica, lenitiva ed emolliente.

Borsa bimbo/a:

– 3 cambi completi ( body, calzini, tutina). Consiglio: scegliete con cura i completini e preparateli già suddivisi in sacchetti, con la dicitura: primo giorno, secondo giorno, terzo giorno. In questo modo sarà facile e veloce trovare il cambio completo nella borsa.Non conviene caricare la borsa con un numero esagerato di completini, basta lasciare delle scorte a casa pronte all’uso, da farvi portare in caso di necessità

– Pannolini, se non forniti dal reparto

– Una cuffietta per tenere calda la testolina del bimbo/ a, soprattutto durante le passeggiate lungo il corridoio del reparto

– Una copertina pulita nella quale avvolgere il vostro piccolo fagottino

– Un pupazzo in cotone, scelto con cura qualche mese o settimana prima del parto, lavato e tenuto nel lettone per alcune notti, in mezzo a mamma e papà. In questo modo il vostro bimbo/ a troverà nella culla un simpatico amico che sa di casa

– Prodotti beauty: ne servono davvero pochi, a mio avviso, soprattutto i primi giorni in ospedale. Consiglio di preparare una piccola trousse contenente un detergente ultra delicato per la doccina e per il cambio pannolino e un olio naturale per ammorbidire la pelle del vostro bimbo/a. Bom, basta. Davvero, non sto scherzando, tutti gli altri prodotti tipo creme, paste per il sederino, salviette umidificate, profumini vari li trovo inutili e in diversi casi anche potenzialmente dannosi. La pelle del vostro cucciolo è estremamente delicata, meno la riempite di sostanze potenzialmente irritanti e/ o allergizzanti, meglio è

– Teli di lino per asciugare il bimbo/a dopo il bagnetto o la doccia. Li trovate generalmente nei negozi che vendono prodotti per la prima infanzia, in pacchi da 6 . In alternativa può andar bene un asciugamano in morbida spugna o in fibra naturale

– Il kit per la cura dell’ombelico per i primi giorni generalmente lo fornisce il reparto, comunque si tratta in buona sostanza di una serie di garzine sterili- compresse in tessuto non tessuto a 4 veli di protezione e di una benda a rete, utile per fissare la medicazione in modo delicato. Potete trovare tutto in farmacia o nei negozi specializzati per la prima infanzia. Alcuni noti marchi, come ad esempio la Chicco propone in vendita anche comodi mini kit pronti all’uso.

Cosa non metterei più nella mia borsa- nascita:

– Libri o giornali: molto probabilmente non li leggerete e comunque, nel caso, potete sempre farveli portare in un secondo momento.

– Mutandine in rete per il post- partum: io non le ho mai utilizzate, le trovavo davvero scomode, ma è ovviamente un parere soggettivo. Per i primi tempi si può continuare ad utilizzare la biancheria in puro cotone, usata in gravidanza

– Coppette assorbilatte: premesso che i primi giorni dopo il parto è abbastanza difficile che si verifichi una produzione molto abbondante di latte, anzi la montata potrebbe tardare qualche tempo a verificarsi, io trovo poco utile portare in ospedale questo accessorio. Inoltre le ho sempre usate poco, perché mi davano l’idea che il latte ristagnasse dentro queste coppette e che alla fine non fossero poi così igieniche, ma anche in questo caso si tratta di un’opinione personale.

– Ciuccio: dunque, a questo riguardo vi dico quello che è il mio pensiero, fermo restando che ognuno deve fare ciò che sente essere la cosa più giusta. In linea di massima io non sono mai stata a favore del ciuccio, che considero potenzialmente dannoso, in quanto spesso interferisce con l’allattamento al seno. Sinceramente non lo concepisco nemmeno come forma di consolazione, in quanto un bambino allattato a richiesta secondo me non ha bisogno di alcuna consolazione che non sia il seno materno.

– Biberon: idem come sopra. Soprattutto in ospedale credo che possa realmente servire solo in rare occasioni. Magari a seguito di un parto complicato, per varie ragioni. Certamente esistono casi in cui non è proprio possibile allattare al seno, diversamente ritengo che il biberon, soprattutto per i primi tempi sia un oggetto poco utile. La fase iniziale dell’allattamento può essere difficoltosa e anche in alcune occasioni fonte di ansia e paure, soprattutto quando si diventa mamma per la prima volta, per questo, prima di farsi sopraffare dal senso di inadeguatezza, prima di cadere nel circolo vizioso della doppia pesata o dell’aggiuntina, vi consiglio assolutamente di contattare le consulenti della Leche League o di frequentare uno dei tanti sportelli di ascolto e di sostegno all’allattamento che praticamente tutte le ASL mettono a disposizione delle neomamme. Vi dico questa cosa con il cuore in mano, perché anch’io quando sono diventata mamma per la prima volta ho avuto serie difficoltà con l’allattamento, ero scoraggiata un po’ dal dolore iniziale e in gran parte dalla paura di non avere abbastanza latte, non sapevo davvero come fare e poi, grazie ai consigli di un’ostetrica dolcissima, di nome Paola, sono risuscita a portare avanti un allattamento a richiesta, serenamente per molti, mooooltissimi mesi.

– Abiti per il rientro a casa: sia per voi che per il vostro bebè il consiglio è quello di farveli portare da casa prima delle dimissioni, senza caricare eccessivamente il vostro bagaglio iniziale

Spero che questo lungo post possa essere utile per alcune di voi, nel caso, se vi va, fatemelo sapere.

Un abbraccio e… alla prossima!