Sull’onda dell’entusiasmo per la lista dei compiti  “alternativi” della maestra Margherita di Ferrara, che ora ha fatto il giro del web e dei media, sento il desiderio di dare il mio sostegno e dichiarare una sincera ammirazione per questa maestra e per tutti gli insegnanti che, come lei, sono convinti del valore altamente formativo di una passeggiata nella natura, di una giornata trascorsa con i nonni e i loro racconti, del tempo speso in cucina a preparare con le proprie mani qualcosa di buono e del necessario, fisiologico bisogno di ogni essere umano: il sacrosanto riposo.

Tutto questo oggi molto spesso viene dimenticato, sommerso dalla valanga di compiti che sovraccarica di nozioni e di ansia il bambino e la sua famiglia.

Che poi bisogna sempre considerare che le vacanze dei ragazzi molto raramente coincidono con le vacanze dei loro genitori, i quali, allo stress di come gestire le giornate in cui i loro figli sono a casa da scuola devono anche organizzare turni e rush dei compiti delle vacanze. Io tutto ciò lo trovo ingiusto….

Questa decisione di liberare gli studenti, soprattutto per quanto riguarda la scuola primaria, dal “fardello” dei compiti delle vacanze è, fortunatamente, condiviso da molti insegnanti e alcuni di loro avevano in precedenza condiviso sui vari social networks il proprio pensiero, con il quale mi trovo in perfetta sintonia. Spero vivamente che il successo mediatico riscosso dalla maestra ferrarese possa aprire nuovi orizzonti e sensibilizzare maggiormente quella fascia di insegnanti ancora fermamente convinta dell’importanza di caricare i giovani studenti di una mole di lavoro tale da riempire totalmente o quasi le giornate di vacanza.

Che poi, dico, generalmente quando una persona è in ferie non si porta a casa il lavoro, salvo casi particolari; perché per i bambini questa cosa non può valere? Per quale motivo non si reputa necessario e giusto “staccare la spina” anche per loro?

Insomma, maestra Margherita, a te e a tutte le colleghe ed i colleghi che condividono il tuo pensiero va il mio più profondo e sincero ringraziamento, che esterno sia come mamma che come insegnante.

Anch’io, come te, scelgo, per quanto concerne la materia che insegno, di non assegnare compiti e preferisco di gran lunga che i miei studenti sfruttino il loro tempo libero per viaggiare, visitare musei, leggere libri che incontrino i loro interessi, assistere a concerti, osservare ciò che li circonda, assaporando la bellezza della vita e cogliendo gli infiniti stimoli che essa sa dare. Per chi ritiene che i compiti servano a tenere la mente allenata, propongo di riflettere sui grandi, infiniti stimoli educativi presenti nelle attività quotidiane, stimoli che il bambino ha la possibilità di sperimentare in modo più rilassato e completo proprio nei giorni di vacanza. Pensiamo a quanto si possa imparare da una mattinata trascorsa con un genitore o un nonno, nella gestione di attività quotidiane come il recarsi all’ufficio postale, lo stare in coda, pazientando e imparando ad aspettare il proprio turno, esercitarsi nella compilazione dei bollettini o nel contare i soldi da versare per effettuare un pagamento. Pensiamo a quanto si possa imparare anche solo aiutando la mamma a digitare i comandi per un prelievo al bancomat o ad accompagnare il papà a lavare la macchina…insomma, i miei sono solo piccoli, semplicissimi esempi mirati ad esternare il mio pensiero personale in merito al grado di valore formativo dei compiti delle vacanze. In questo senso trovo illuminante una celebre frase di Maria Montessori: “Una prova della correttezza del nostro agire educativo è la felicità del bambino“.

 Purtroppo nella quotidianità degli impegni lavorativi e scolastici il tempo da poter trascorrere con i propri figli è sempre troppo poco, io dico basta compiti perché i miei figli voglio godermeli, voglio poter fare esperienze formative, ma nello stesso tempo divertenti insieme a loro, vorrei che imparassero che apprendere è un gioco, apprendere è un divertimento, apprendere è un’attività spontanea ed entusiasmante. Non è vero che imparare richiede fatica e sforzo, imparare è vita e la vita è una cosa meravigliosa.

Passeggiare in un bosco alla scoperta dei diversi tipi di piante e fiori, ascoltare il verso degli animali, conoscere la storia della propria città, visitandone il museo civico, sfogliare libri in biblioteca, vivere l’avventura di fantastiche storie, guardando un bel film con mamma e papà, preparare le bolle di sapone, imparando alcune fondamentali nozioni di chimica, come  la differenza tra miscuglio e soluzione, tra soluto e solvente, forza di coesione e tensione superficiale dell’acqua, preparare piccoli doni di Pasqua fatti con le proprie mani, ritagliando, colorando, scrivendo ed incollando, cucinare il pane con l’uovo sodo per ricordare il nonno-bis, che vivrà sempre nei nostri cuori…questi sono i nostri compiti delle vacanze, dai quali sicuramente apprenderemo in modo meno sistematico, ma sicuramente più significativo, perché l’unico apprendimento davvero autentico ed efficace è quello che genera entusiasmo.