L’altra mattina avevo in programma di portare i miei bimbi a giocare in piscina, all’aperto. Era già tutto pronto: borsone, teli spugna, costumini, crema solare…c’era proprio tutto, a parte il sole…

Quest’anno dalle nostre parti l’estate sembra autunno inoltrato, così l’idea della giornata in piscina è stata miseramente accantonata.

Dovevo quindi pensare ad un “piano B” da proporre alle piccole pesti, giusto per non vederle immusonite tutto il giorno, ma non mi veniva in mente niente di niente!

A quel punto è saltato fuori Matteo, che con vocina stridula ha proposto: “Andiamo nel bosco a cercare il lupo?”

Nel bosco? Il lupo?…ma certo, come avevo fatto a non pensarci prima!!!!

Abbiamo assoldato nonno Antonio come ranger e siamo partiti all’avventura, diretti ad un bosco non molto lontano da casa nostra.

Gli inizi non sono stati dei migliori: il viaggio, seppur breve, circa un quarto d’ora di macchina, è stato rocambolesco, tra Matteo che chiedeva a ripetizione “siamo arrivati?” in stile mitraglietta e Alice vomitina, che ha rimesso latte e olive (sì, perché lei a colazione adora mangiare le olive!)

Beh, dopo questo tragitto non proprio rilassante siamo giunti a destinazione, ci siamo immersi nel bosco e devo dire che è stata un’esperienza meravigliosa, non  solo per i bambini, che hanno scoperto praticamente un mondo, ma anche per noi adulti.

Un paio di scarponcini, un bastone e l’esplorazione ha avuto inizio, è stato bellissimo e speciale per me vedere mio padre che spiegava ai miei figli la differenza tra un pino ed un castagno, con la stessa dolcezza e pazienza che rivolgeva a me quando ero bambina.

Abbiamo fotografato un sacco di cose strane, come la tana del tasso, i funghi viola non commestibili, un tipo di farfalla chiamato “prete” e i ricci delle castagne. Abbiamo raccolto le foglie da attaccare sul nostro quaderno delle vacanze e ascoltato il canto degli uccellini.

Matteo continuava a saltare dalla gioia, immaginando la presenza del Lupo di Cappuccetto Rosso o dell’istrice Ignazio, che è uno dei simpatici personaggi delle avventure di Giulio Coniglio, mentre  Alice si innamorava di ogni fiorellino e di ogni formica che incontrava.

Camminare nei boschi è rigenerante, fa bene al corpo e allo spirito, trasmette sensazioni di pace e serenità davvero uniche. Molto spesso pensiamo che per far divertire i nostri figli sia necessario ricorrere a situazioni strutturate come il parco giochi, centri commerciali, parchi a tema, città dei gonfiabili, giostre o altro, mentre tante volte sono proprio cose semplici e accessibili a fare la gioia dei più piccoli.

Inoltre, esperienze come questa sono fonti inesauribili di spunti sui quali riflettere e lavorare insieme una volta tornati a casa, come l’importanza del rispetto per la natura, il valore del silenzio, l’osservazione attenta di tutto ciò che ci circonda. Per noi “grandi” questi momenti possono rivelarsi fondamentali per togliere quella patina che il tempo, il disincanto e gli impegni del vivere quotidiano hanno depositato sui nostri occhi e  guardare finalmente il mondo con l’entusiasmo dei nostri cuccioli.

 

C’è una gioia nei boschi inesplorati,
C’è un’estasi sulla spiaggia solitaria,
C’è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo,
e c’è musica nel suo boato.
Io non amo l’uomo di meno, ma la Natura di più.
(George Gordon Byron, da Il pellegrinaggio del giovane Aroldo)